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mercoledì 9 aprile 2014

Il Rinascimento e le Terme

Nel Rinascimento, l'apprendimento e i metodi di utilizzo delle acque termali, non fanno progressi soprattutto riguardo al Medioevo, l'acqua resta sempre, secondo la "teoria umorale - teoria di Ippocrate," un metodo per allontanare dall'organismo umori malati ed alterati, responsabili delle malattie. Restano, ma non sono molto approfondite, le informazioni e le indicazioni ricavate dall'empirismo (corrente filosofica fondata sull'esperienza), sull'effetto specifico svolto dalle varie acque termali e dalla stessa "teoria umorale" nelle terapie, ci sono regole igieniche da seguire durante le cure termali. Nel XIV e XV secolo, un gran numero di "Autori" si occuparono, scrivendo alcune opere, degli studi idrologici. Fra le tante opere letterarie non ci possiamo dimenticare il "De Balneis" di Ugolino da Montecatini (medico), questa opera tratta, in modo minuzioso, caratteristiche e indicazioni terapeutiche delle acque della stazione termale toscana che, in quel tempo, aveva un valore grande di considerazione da parte dei medici dell'Università di Bologna. Nel periodo rinascimentale, si registrò ancora una conquista sui benefici per quanto riguarda le cure idrologiche, grazie alla scoperta della stampa che aiutò la presentazione delle opere sull'argomento. Dell'idrologia si occuparono alcuni medici illustri di quell'epoca, citiamo: Bacci, Falloppio e Mercuriale, c'è da dire che molte stazioni termali in quel periodo, ebbero il nome e la notorietà legata a questi illustri medici e che pazienti come: Federico II, Petrarca, Bonifacio VIII sono guariti con i trattamenti e benefici di quelle acque termali.

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