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sabato 9 agosto 2014

Germogli - la storia

Non è semplice accertare correttamente la prima comparsa dei germogli nell'alimentazione dei nostri avi, i primi segni dei germogli risalgono nell'Oriente precisamente in Cina, venivano citati in un importante testo di medicina tradizionale cinese (Il Grande Erbario), che suggeriva l'utilizzo dei semi germogliati di soia per combattere i disturbi digestivi, gli edemi, i crampi e per calmare i disturbi dermatologici e del cuoio capelluto, ma anche per provvedere all'organismo le vitamine e gli antiossidanti essenziali al rafforzamento delle difese organiche. Nell'epoca di Heian (794-1185), sono stati scoperti in alcuni scritti di medicina giapponese, la funzione dei germogli di soia per le terapie generiche di guarigione. Il medico inglese dr. David McBride, in Occidente dove non c'era ancora molta partecipazione per i semi germogliati e le sue proprietà, consigliò delle cure a base di germogli per lo scorbuto - malattia dovuta alla mancanza di vitamina C. Anche i Legionari Romani (Fanti), era loro usanza, quando erano occupati nelle marce, portare enormi quantità di semi che la maggior parte delle volte germogliavano e dopo gli utilizzavano così al naturale o modificati in focacce. Nei primi 10 anni del Novecento, in Europa i medici naturisti, il dr. Paul Carton e il dr. Jean Valnet suggerivano delle diete alimentari depurative e un rafforzamento del sistema immunitario infatti, l'uso dei semi germogliati si conciliavano alla perfezione con questa filosofia. Una partecipazione globale e collettiva per i semi germogliati, ci fu all'origine degli anni settanta con l'espansione dell'alimentazione vegetariana.

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