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lunedì 24 novembre 2014

L'interpretazione psicosomatica degli alimenti respinti dall'organismo

Le intolleranze alimentari possono rappresentare per il soggetto un'intenso malessere: ricordi di stress che rinviano al senso figurativo del cibo e nello stesso momento si manifesta amore e negazione. Esaminando lo stato del soggetto dall'aspetto psicosomatico si nota che pur essendo specifica la valutazione di intolleranza ad un tipo di alimento si percepisce, in modo concreto che lo stesso alimento è molto prezioso e amato diventando insostituibile. Nasce un conflitto di desiderio e intolleranza per quell'alimento che diventa una specie di droga dando una vera e propria indipendenza. Si ha la conferma che le intolleranze alimentari non sono un semplice fastidio come lo può provocare un'allergia cutanea che si cura in breve tempo con delle applicazioni locali di crema, ma un malessere intimo che transita attraverso la psiche, per cui l'intolleranza può essere interpretata in un modo completamente diverso. Quando al soggetto si manifesta nel suo corpo un'intolleranza alimentare, oltre alla psiche viene interessato anche il cervello e il sistema "PNEI - PsicoNeuroEndocrinoImmunologico - dottrina che si occupa dei legami dell'andamento del sistema nervoso, del sistema immunitario e di quello endocrino" che concepisce il disturbo.

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