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lunedì 20 aprile 2015

Piante calde e fredde

Le piante medicinali si dividono in "calde e fredde." Gli Amerindi (Indigeni d'America), le piante officinali (organismi vegetali usati nelle industrie farmaceutiche per la produzione di speciali medicinali) le consideravano "calde" (menta e caffè) perchè sono piante dal sapore amaro o forte come le piante secche e urticanti che venivano utilizzate per la cura delle malattie ritenute "fredde". Anche gli Nahua (principale gruppo culturale in Mesoamerica) consideravano le malattie "fredde" di natura "acquatica", ne facevano parte i disturbi reumatici, l'edema (accumulo di liquido sieroso nei tessuti), la malaria, l'elmintiasi (presenza di vermi nell'intestino), la stanchezza cronica, le punture d'insetti e il morso di vipera. Invece, gli Americani definivano piante "fredde" quelle turgide (germogli) o quelle nate sulle alture (rilievi) che si utilizzavo per combattere le malattie definite "calde" come la bronchite, l'influenza, le infezioni e la febbre. Questo tipo di Fitoterapia veniva abbinato ad altre pratiche guaritrici come ad esempio l'assunzione di minerali e al Temazcal che era una sauna rituale per la quale si purificava il corpo e l'anima.