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giovedì 25 febbraio 2016

Bergamotto

Il bergamotto è un agrume tipico della Calabria, ha un profumo fresco e solare, utile a favorire il sistema immunitario perchè è ricco di vitamina C e di molecole antinfiammatorie (limonoidi e limonene) di cui svariate ricerche scientifiche confermano i benefici sul sistema cardiovascolare, sulla regolarizzazione del colesterolo e sulla protezione del DNA cellulare. L'olio di bergamotto non deve essere utilizzato puro, perchè è molto concentrato e può essere troppo aggressivo sulla pelle, a causa della presenza di terpeni (gruppo di composti organici naturali). Come si usa? L'olio essenziale di bergamotto svolge la sua azione protettiva già da quando viene odorato, quindi, basta mettere qualche goccia sopra un fazzoletto e aspirare l'aroma per alcune volte, nel corso della giornata. Anche nelle creme l'olio di bergamotto ha un'azione rinfrescante e antibatterica ne basta aggiungere una goccia, alla crema corpo. L'olio di bergamotto è fotosensibilizzante (disturbi alla pelle) infatti, dopo l'applicazione non bisogna esporsi al sole. 

martedì 23 febbraio 2016

Il Ginkgo Biloba

Il ginkgo biloba restituisce energia al cervello stanco. Pensate che l'albero è antico di 300 milioni di anni e racchiude, nelle sue foglie, una fonte di principi attivi, ad esempio: migliora l'irrorazione dei tessuti nervosi e potenzia la memoria e la concentrazione. Nativa dell'Estremo Oriente è una pianta soprattutto forte e solida, resiste al freddo, alla mancanza di acqua e all'attacco di funghi e altri parassiti. Il ginkgo biloba migliora la circolazione sanguigna, facilitando l'irrorazione dei tessuti cerebrali; l'assunzione di questo integratore alimentare è efficace in caso di problemi con la memoria, ma anche per migliorare la capacità di apprendimento, l'attenzione e l'umore. L'utilizzo del ginkgo biloba si è rilevato adatto anche in caso di depressione, soprattutto negli anziani. Favorisce, inoltre, la circolazione periferica, in particolare degli arti inferiori, diminuendo una eventuale ritenzione idrica. Oltre 300 studi scientifici hanno dimostrato come il ginkgo biloba faciliti il flusso di sangue, specialmente al cervello, con una serie di ricadute benefiche. La maniera migliore per usufruire delle proprietà del ginkgo biloba è quello di usare le foglie, ricche di sostanze attive come gli aminoacidi, i flavonoidi e i derivati terpenici (costituenti principali delle resine di molte piante).

giovedì 18 febbraio 2016

Gulamerah di Bali

A differenza dello zucchero di canna, il gulamerah di bali è meno conosciuto. Si ricava dai fiori della palma ed è un dolcificante naturale, uguale della ormai famosa "stevia", che sta a poco, a poco facendo il suo ingresso nel mercato internazionale. Il gusto del gulamerah di bali ricorda la frutta esotica, con note di dolce e sfumature leggermente caramellate. Questo dolcificante per valorizzarlo non dovrebbe essere cotto, o miscelato ad altri ingredienti, ma aggiunto in maniera che resti separato. Eccellente per addolcire dessert al cucchiaio, come ad esempio la crema di semolino o il riso e latte; lo si può aggiungere o in superficie, oppure sul fondo delle ciotole, prima di mettervi la crema, si otterrà un effetto caramellato senza cottura. Utilizzato a piccole quantità, arricchisce insalate e verdure, con aggiunta di olio extravergine d'oliva e succo di limone; mentre regala un gusto unico a tisane ed infusi. Questo è uno zucchero tutto da scoprire. Esso, non fornisce unicamente calorie "vuote" (ossia senza altri principi nutrizionali) ma contiene una piccola quantità di sostanze che ne facilitano il miglior utilizzo metabolico fra cui lo zinco, il rame, il boro, lo zolfo, le vitamine B1, B2, B6, la vitamina C e il potassio. Il gulamerah di bali è una fonte di inulina, di polisaccaride ed è dotato di proprietà probiotiche, antifermentative e regolatrici dell'assorbimento intestinale.                          

martedì 16 febbraio 2016

Il tè Kukicha

In Cina e Giappone esistono diversi tipi di tè. La pianta da dove provengo tutti i tè è sempre la stessa, la Camellia Sinensis, ma ogni tè si distingue dagli altri per i tempi di raccolta, per le parti del cespuglio usate e per i metodi di produzione. Tra i "tè verdi" c'è quello utilizzato per la cerimonia del tè (il Matcha), quello più comune (il Bancha) e quello proposto per usi salutistici (il Kukicha). In verità, la fama di tè benefico del Kukicha, in Occidente, si deve all'opera del padre della macrobiotica, George Ohsawa. Egli, lo chiamava anche il "tè di tre anni" perchè si raccolgono i rametti e meno foglie, quando la pianta compie tre anni. Il termine "Kuki", in lingua giapponese, significa "rametto". Questo tipo di tè non ha sostanze stimolanti come la teina e la caffeina che, nei normali tè, si concentra nelle foglie. Nella medicina cinese, il Kukicha è ritenuto un tè con effetti alcalinizzanti, depurativi, indicato nei casi di stanchezza e abbattimento fisico ma è anche adatto per contrastare l'insonnia e la nausea. Usato durante i pasti, il tè Kukicha può sostituire l'acqua per facilitare la digestione. Come si prepara? In una teiera si fanno bollire due tazze d'acqua e si aggiunge un cucchiaino di tè Kukicha. Si fa bollire a fuoco lento per almeno due minuti. Se piace un gusto più forte, si fa continuare la bollitura per altri dieci minuti. Infine, togliere dal fuoco e servire. 

venerdì 12 febbraio 2016

Depressione e Mal di Schiena

Possiamo chiamarla "depressione mascherata" perchè non si manifesta con i classici sintomi di abbattimeno, apatia, pessimismo e la visione nera dell'esistenza del disturbo nella sua fase più classica ma, al suo posto vi è il semplice dolore fisico. Ormai è accertato che il dolore fisico e quello psicologico hanno molto in comune. In azione, ad esempio, ci sono gli stessi neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina, citochine) e le stesse vie di trasmissione nervosa. Come affermato dal dr. Nachemson Alf L., direttore del dipartimento di ortopedia di Goteborg, parecchi dei mal di schiena, delle cervicalgie, delle coliti e l'emicranie, hanno la loro origine nello stress e nei disagi psicologici che portano a una prolungata tensione muscolare specialmente sui fasci muscolari che sorreggono la colonna vertebrale e che si trasforma in dolore.

mercoledì 10 febbraio 2016

Epigenetica

Ramo della biologia molecolare che studia le trasformazioni genetiche e il trasferimento di caratteri ereditari non riferibili direttamente alla sequenza del DNA. Può l'allegria (o al contrario l'ansia e lo stress) arrivare a condizionare i geni? Si, diversamente a quanto si sarebbe portati a pensare, il nostro codice genetico è considerato materiale alquanto malleabile che subisce il condizionamento della nostra esperienza. Le ricerche scientifiche che si occupano di capire come possiamo influenzare il nostro DNA con i vari comportamenti e le scelte di tutti i giorni, si riferiscono all'epigenetica. L'esperto di neurogenetica, il dr. Sharon Moalem (medico scienziato) nel suo libro "L'eredità flessibile" scrive che anche i nostri pensieri, hanno continuamente un effetto sui nostri geni che si devono spostare e cambiare, nel tempo, per allineare la nostra macchina cellulare, alle attese che ci siamo fissati e alle esperienze che abbiamo avuto. Si creano ricordi, emozioni, anticipazioni. Tutto questo viene codificato entro tutte le nostre cellule. L'epigenetica è un condizionamento che arriva fino al DNA. 

mercoledì 3 febbraio 2016

La teoria "umorale"

La parola "buonumore" ha una connessione con l'antica teoria che era alla base della medicina, la teoria umorale. Elaborata da Ippocrate, medico greco del V secolo a.C. e ripresa da Galeno (antico medico greco), interpretava la salute e la malattia come la conseguenza del rapporto fra quattro "umori", ossia, quattro fondamentali fluidi organici (sangue, flemma, bile gialla, bile nera detta anche umor nero) che sostenevano l'organismo e determinavano anche il temperamento, risultava essere, a seconda dell'origine di uno degli umori: sanguigno, flemmatico, collerico o malinconico. Il buon umore, diventa l'espressione di un equilibrio che significa assenza di malattia. Il termine "umore", oggi sta ad indicare i fluidi corporei ma, allo stesso tempo, lo stato d'animo di un soggetto, a confermare che prendersi cura del proprio corpo, porta ad una serenità d'animo. Anche la stimolazione di un sorriso può avere effetti benefici sul fisico.