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giovedì 16 giugno 2016

Quando mangiare non è un reale bisogno

A chi non è capitato di avere lo stomaco "chiuso" per l'ansia? La relazione tra alimentazione ed emozioni è qualcosa che si sperimenta quotidianamente. Di questi tempi, moltissime ricerche hanno fatto luce sui fondamenti scientifici, alla base della nostra vita comune, mettendo in risalto il profondo legame tra il cervello e le sostanze che regolano le emozioni con l'intestino (nominato il secondo cervello). E' davvero fame? Conoscendo la stretta connessione tra l'emozione e l'alimentazione, come si fa a comprendere se quello che si mangia o che si fa desiderare profondamente, riferito ad un determinato alimento, è un reale bisogno di nutrimento o si attribuisce ad altro? L'urgenza di ingerire del cibo, con successivo senso di colpa, di sconfitta e di frustrazione, è un segnale di "fame emotiva" che non centra con il reale bisogno di alimentarsi. Chi ha necessità di calmare un'emozione negativa (senso di vuoto, tensione ed ansia) con l'alimentazione, non risolve certo il problema anzi, aver perso il controllo delle proprie emozioni mangiando, aumenta la frustrazione e la svalutazione del proprio "io". Alcune volte, l'abbuffata, può essere il segnale di un vero disturbo alimentare (es. la bulimia).