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domenica 7 maggio 2017

Digiuno Ayurvedico

Nella disciplina ayurvedica il digiuno è consigliato come mezzo di purificazione e ringiovanimento di tutto il fisico, la Primavera è il periodo più adatto, perchè l'organismo si rinnova con più facilità. Il digiuno libera dalle impurita, il canale centrale dove scorre il Prama che a sua volta alimenta i Chakra, si ripercuote in maniera positiva su tutti i livelli che formano una persona. Il digiuno ayurvedico consiste in quattro giorni in cui è consentito prendere solo acqua calda. Sorgono vari sintomi: meccanismi di difesa che la mente fissa in atto al momento dello svolgimento. Il maestro Joythimayananda, nel suo ashram, nel primo giorno di digiuno, pratica il dialogo dalla mattina alla sera, astenendosi dall'assumere ogni tipo di alimenti e bevande con zucchero o tisane. Si può bere solo acqua calda ogni volta che lo si desideri. L'andamento del digiuno presenta passaggi specifici che si ripetono con continuità. Tra il primo e il secondo giorno, il senso di fame può stimolare reazioni caratteriali diverse a seconda della costituzione fisica e mentale (in base all'assetto dei dosha). Dal secondo al terzo giorno si può imbattersi nella comparsa di una sensazione di stanchezza, mal di testa, dolori osteoarticolari e sonnolenza. Nel quarto giorno tornano le forze fisiche, i dolori e la sonnolenza spariscono. Il sistema digestivo è depurato e con esso, anche una parte importante del sangue è depurata. Infine, nel quinto giorno si ricomincia a mangiare. 

lunedì 24 aprile 2017

Ushnodaka

Nella Ayurveda è ben famosa la millenaria pratica di bollire l'acqua fino a diminuire di tanto il volume. Si pensa che, facendo così, l'acqua si carichi dell'energia del fuoco che, una volta bevuta, va a sviluppare Agni, il fuoco digestivo. Ricordiamo che in Ayurveda Agni brucia Ama (le tossine) che sono l'origine di tante malattie. Migliora anche la digestione! L'acqua bollita, secondo il procedimento Ushnodaka, può essere presa calda, tiepida e fredda a seconda dei Dosha personali. Di solito, è un buon sistema bere acqua bollita tiepida, al mattino. 

domenica 23 aprile 2017

Il vino spento

Nei vecchi libri medievali di Santa Ildegarda si consigliava di bollire il vino, prima di berlo, per togliere la malinconia. In base alla teoria medica degli umori, all'epoca in voga, il vino spento era in grado di liberare dalla Bile Nera, la vera causa della malinconia come dice il nome stesso (mèlanos - nero, cholè - bile). Il vino bollito perde la sua gradazione alcolica, quindi non si può considerare alcol l'autore dell'effetto: si dice che toglie i dispiaceri, la collera e rafforza i nervi. Di solito si beve al mattino (quando la giornata inizia male).