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mercoledì 13 novembre 2013

Yoga

Con il sostantivo maschile sanscrito Yoga (devanāgarīयोग, in lingua italiana adattato anche in ioga) nella terminologia delle religioni originarie dell'India si indicano le pratiche ascetiche e meditative.
Tale termine sanscrito, con significato analogo, viene utilizzato anche in ambito buddhista e giainista. Come termine collegato alle darśana,yoga-darśana (dottrina dello yoga) rappresenta una delle sei darśana, ovvero uno dei "sistemi ortodossi della filosofia religiosa" induista
Il termine yoga si riscontra già nel più antico dei Veda, il Ṛgveda, con il significato di "unire", "attaccare", "imbrigliare". Altri termini sanscritti simili sono yuj (verbo) con il significato di "unire" o "legare", "aggiogare"; yúj (aggettivo) "aggiogato", "unito a", "trainato da"; yugá(sostantivo) ossia il giogo che si fissa sul collo dei buoi per attaccarli all’aratro. Mircea Eliade (1907-1986) lo riferisce alla radice yuj con il significato di "unire", da cui anche il latino iungere e iugum. Ananda Coomaraswamy (1877-1947) ricorda in tal senso il brano del Ṛgvedadove viene indicato che l'uomo deve:
« aggiogare sé stesso come un cavallo disposto ad obbedire »
Gli otto stadi dello Yoga
Patanjali indica al praticante otto arti (come gli arti o parti di un corpo) dello Yoga, cioè otto possibilità per raggiungere l'unione con il Paramatma.
Yama
Con Yama si intendono i "comandamenti morali universali", o astensioni. Sono i cinque "freni" su cui si fonda l'etica dello Yoga:
·         Ahimsa: non-violenza, astensione dall'infliggere a qualsiasi essere vivente qualunque tipo di male, sia esso fisico, psicologico, ecc.;
·         Sathya: verità, aderenza al vero, sincerità (soprattutto con se stessi);
·         Asteya: onestà, astensione dalla cupidigia, liberazione dall'avidità;
·         Brahmacharya: castità (intesa soprattutto come purezza morale e sentimentale);
·         Aparigraha: distacco, non-attaccamento, astensione dalla bramosia del possedere.
Niyama
Con Niyama si intendono le regole dell'autopurificazione.
·         Saucha: pulizia, salute fisica, purezza;
·         Santosa: appagamento, felicità della mente, l'accontentarsi;
·         Tapas: ardore, fervore nel lavoro, desiderio ardente di evoluzione spirituale;
·         Svadhyaya: studio di se stessi, ricerca interiore;
·         Ishvara Pranidhana: abbandonarsi alla Divinità, la resa al Signore di tutte le nostre azioni.
Asana
Gli āsana (in sanscrito आसन) sono posizioni o posture utilizzate in alcune forme di yoga, in particolare nello Hatha Yoga. La funzione degli asana è direttamente collegata alla fisiologia indiana, fondata sul sistema sottile. Secondo tale sistema, attraverso l'assunzione di diverse posizioni del corpo, il praticante diviene in grado di purificare i canali energetici (nadi), incanalare l'energia verso specifici punti del corpo ed ottenere così un notevole beneficio psicofisico.
Gli asana conosciuti sono alcune migliaia; ciascuno di essi porta un nome derivato dalla natura (soprattutto animali), o dalla mitologia induista.

Pranayama

Il Pranayama (letteralmente significa controllo delle correnti praniche) è il quarto stadio dello Yoga, secondo lo Yogasutra di Patañjali. Insieme a Pratyahara (ritiro della mente dagli oggetti dei sensi), questi due stati dello Yoga sono conosciuti come le ricerche interiori (antaranga sadhana) ed insegnano come controllare il prana per mezzo della respirazione e della mente, quale via per liberare i sensi dalla schiavitù degli oggetti di desiderio. La parola Pranayama è formata da Prana (fiato, respiro, vita, energia, forza) e da Ayama(lunghezza, controllo, espansione). Il suo significato indica quindi il controllo del prana (energia vitale) per mezzo del respiro.

Pratyahara

Per Pratyahara si intende l'emancipazione della mente, il suo ritiro dagli oggetti dei sensi. La ritrazione dei sensi si ottiene distaccando l'attenzione dall'ambiente esterno dirigendola verso l'interno così come la tartaruga ritrae gli arti e la testa nel carapace. Il canto di un mantra e la pratica NYM sono tecniche che portano allo stato Prathyahara.

Dharana

Il termine Dharana indica la capacità di concentrazione, diventare tutt'uno con quello che si sta facendo, con un oggetto esterno o interno. Requisito indispensabile per i passi successivi.

Dhyana

 

Dhyāna è un termine sanscrito che letteralmente significa meditazione. Dalla traslitterazione della parola Dhyāna nell'ambito delle Filosofie orientali derivano i termini Chan, incinese e Zen, in giapponese.

Samadhi

Per Samadhi si intende uno stato di coscienza superiore: è l'unione con Paramatma, l'unione del meditante con l'oggetto meditato, l'unione dell'anima individuale con l'Anima universale. Si può individuare con uno stato d'essere equilibrato, raggiungimento del benessere totale, tramite un percorso che porta ad uno stato di profonda realizzazione.

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