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venerdì 2 maggio 2014

Allergie Alimentari tra diagnosi e terapia

Le molte reazioni che l'organismo percepisce tramite le allergie, si esprimono in maniera isolata o unite tra di loro, possono fondamentalmente differenziare due prospetti clinici denominati: reazioni immediate e reazioni ritardate. Per quanto riguarda le reazioni immediate, molte volte, sono causate da provocazioni interne nell'organismo, dopo aver ingerito latte vaccino, frumento, noccioline e cioccolata, si esprimono con la formazione di orticaria, edema laringeo (rigonfiamento dell'edema laringeo) con complicazioni respiratorie, vomito, eczema (reazione dermica infiammatoria), edema delle labbra (gonfiore) e della lingua, nausea, dolore addominale e shock anafilattico (forte allergia che può causare la morte). Per quanto riguarda le reazioni ritardate (non interposte da IgE), è molto difficile individuare la causa dell'alimento che ha provocato l'allergia nell'organismo, molte volte risulta sconosciuta e si rivelano sintomi come una gastroenterite acuta (infezione virale che provoca diarrea), forse uniti ad un difetto immunitario passeggero. Si esprimono sintomi come: astenia (stanchezza perenne), ansia, dolori articolari e muscolari, otite. Per individuare la causa che scatena un'allergia alimentare nell'organismo, si fanno molte diagnosi sotto forma di test:

  • Test alimentare di provocazione - si divide in: orale, bronchiale e nasale, è quello che da le principali garanzie diagnostiche ma che comporta notevoli rischi di forti allergie.
  • Test intradermico - è adatto per separare i cibi da cancellare dalla dieta, perchè possono arrecare disturbi gastrointestinali, rinorrea (sintomo del raffreddore) e congiuntivite, asma e sintomi simil anafilattici (grave reazione allergica). Per l'esistenza di falsi positivi (sono risultati di test che procurano falsi allarmi), non sono considerati per scopi diagnostici.
  • Test cutaneo - molte volte l'essenza alimentare ricavata non è normalizzata e la sua funzione è incerta. E' comodo fare lo "skin-test"(analisi cutanea misura stress e stile di vita) che viene fatto con del cibo fresco messo sopra una piccola ferita cutanea. In questo caso, molto spesso, risultano i falsi positivi e quindi la certezza ad una allergia specifica per quel alimento è data solo dopo aver effettuato il test di provocazione.
  • Dieta di eliminazione - dall'inizio si tolgono dalla dieta tutti gli allergeni (sostanze innocue nella maggior parte dei casi) alimentari più comuni: latte, uova, crostacei, noci, grano, semi di soia e cioccolata, poi se ci sono dei miglioramenti, si introduce un solo alimento, per la quale verrà utilizzato con superiore frequenza riguardo agli altri per 24 ore, per accertare la idoneità allergizzante.
  • Terapia di desensibilizzazione orale - si toglie il cibo che provoca allergia all'organismo per poi introdurlo a piccole dosi man mano aumentandole. Questo tipo di terapia non risulta molto efficacie perchè si può sempre ripresentare l'allergia alimentare e quindi non si guarisce mai.
  • Terapia di riscaldamento - riscaldare gli alimenti, abbassa la loro antigenicità (molecola che reagisce con l'elemento del sistema immunitario) perchè viene cambiata la struttura proteica di origine.
  • Terapia antistaminica - si utilizzano farmaci soltanto nelle forme acute di allergia.

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