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domenica 18 maggio 2014

Il Sambuco

Il suo nome scientifico è "Sambucus Nigra," la sua pianta è attinente alla famiglia delle "Caprifoliaceae" che si sviluppa in tutta Europa, dalle pianure fino alle aree di montagna infatti il suo lineamento non arriva ai quattro metri di altezza. La caratteristica principale del Sambuco sono i fiori profumati di colore bianco crema e i frutti hanno l'aspetto di piccole bacche nere. Per la raccolta dei fiori di Sambuco, il periodo proficuo è la primavera, per quanto riguarda la raccolta dei frutti, il periodo utile è l'estate (da agosto fino a settembre).
Le bacche di sambuco, hanno il 70% di acqua e il 15% di carboidrati, proteine, fibre, i sali minerali tra cui il potassio, il calcio, il sodio, lo fosforo, il ferro, il magnesio, lo zinco, il rame, sono presenti anche le vitamine: vitamina A, una parte di vitamine della classe B (B1, B2, B3, B5, B6) e la vitamina C. C'è una massiccia presenza di aminoacidi (unità strutturale primaria delle proteine), nelle bacche di Sambuco tra cui: acido glutammico, acido aspartico, alanina, arginina, cistina, glicina e lisina. Ha parecchie proprietà terapeutiche il Sambuco, infatti è adatto per la cura della gotta (malattia reumatica che colpisce le articolazioni), della tachicardia (ritmo cardiaco accellerato), delle emorroidi (dilatazione varicosa delle vene dell'ano) e possono curare soprattutto la stitichezza in realtà, hanno proprietà lassative e purgative mentre la corteccia è usata specialmente per guarire i disturbi delle nevralgie, delle cistiti e aiuta la diuresi per coloro che hanno problemi di ritenzione idrica. L'uso curativo del Sambuco, risale ai tempi antichi infatti della pianta, venivano specialmente usate le foglie, i fiori, le bacche e la corteccia e nello specifico diciamo che la tisana con i fiori di sambuco cura il raffreddore, la tosse, l'asma e anche i reumatismi.

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